Che cos’è la pertosse?
La pertosse è un’infezione respiratoria causata dal batterio Bordetella pertussis. È molto contagiosa e può colpire a ogni età, anche dopo una precedente vaccinazione o infezione, perché la protezione non dura indefinitamente. È particolarmente pericolosa nei lattanti.
Sintomi nei bambini e negli adulti
All’inizio può assomigliare a un raffreddore, con naso che cola e tosse lieve. Successivamente possono comparire accessi ripetuti di tosse, vomito dopo gli accessi e forte stanchezza. Il caratteristico suono acuto durante l’inspirazione è chiamato “urlo inspiratorio”; non è una tosse abbaiante e può mancare.
Adulti e persone vaccinate possono avere soprattutto una tosse persistente. Nei neonati e nei lattanti la tosse può essere poco evidente e possono comparire apnee. Pause respiratorie, colorito bluastro, difficoltà a respirare o scarsa reattività richiedono subito il 112 o il 118.
Contagio e valutazione
La trasmissione avviene attraverso secrezioni respiratorie, soprattutto nei contatti ravvicinati. La contagiosità è elevata nelle fasi iniziali, quando il disturbo può essere scambiato per un comune raffreddore.
Contatta il medico se hai accessi di tosse, una tosse prolungata o un contatto noto con la pertosse, in particolare se vivi con un lattante o una persona in gravidanza. Avvisa prima di presentarti in ambulatorio, per consentire le precauzioni appropriate. Il medico decide se eseguire un tampone o altri accertamenti.
Trattamento e protezione dei contatti
Gli antibiotici sono più utili se iniziati precocemente e possono ridurre la trasmissione. Quando gli accessi sono già stabiliti, la tosse può continuare per settimane nonostante il trattamento: ciò non significa automaticamente che l’antibiotico non abbia funzionato.
Nei lattanti o nelle forme gravi può essere necessario il ricovero. Riposo, liquidi e gestione dell’alimentazione vengono adattati alla situazione. Non usare autonomamente farmaci per la tosse nei bambini. Le tecniche osteopatiche o di drenaggio linfatico non hanno un’efficacia dimostrata nel ridurre gli accessi o curare l’infezione.
Segui le indicazioni del medico e del servizio di sanità pubblica su isolamento, rientro a scuola o al lavoro e gestione dei contatti. Alcune persone esposte possono aver bisogno di una profilassi antibiotica, soprattutto quando ci sono soggetti ad alto rischio. Il tempo di esclusione dipende dal trattamento e dalle indicazioni applicabili: non basarlo soltanto sul miglioramento della tosse.
Vaccinazione e gravidanza in Italia
La vaccinazione è lo strumento principale di prevenzione. Per bambini e adulti, verifica con il servizio vaccinale il calendario e i richiami appropriati.
In Italia il vaccino contro difterite, tetano e pertosse, dTpa, è raccomandato durante ogni gravidanza, generalmente tra la 27ª e la 36ª settimana, idealmente intorno alla 28ª. La raccomandazione vale anche se la donna è stata vaccinata in precedenza o ha già avuto la pertosse; non è limitata ai periodi di epidemia. Gli anticorpi materni contribuiscono a proteggere il bambino nei primi mesi, prima che sviluppi la propria protezione vaccinale.
Concorda tempi e modalità con ostetrica, medico o servizio vaccinale. La vaccinazione materna non sostituisce il ciclo del bambino. Igiene respiratoria e attenzione ai contatti malati completano la prevenzione.
Fonti: ISS: vaccinazioni in gravidanza; CDC: trattamento della pertosse; CDC: quadro clinico e trasmissione.