17.01.25

Come prepararsi ad allattare: informazioni e consigli

Prepararsi all’allattamento significa conoscere i segnali del bambino e sapere come chiedere sostegno. Informazioni pratiche per coinvolgere chi ti è vicino e affrontare tempestivamente eventuali difficoltà.

L’allattamento può portare soddisfazione e anche difficoltà. Non deve riuscire senza aiuto soltanto perché è un processo naturale. Prepararsi, conoscere i segnali del bambino e sapere a chi rivolgersi può rendere più sereno l’inizio, rispettando le scelte e le condizioni di ogni famiglia.

Articolo originale di: Sanne Christensen, ostetrica e consulente per l’allattamento certificata IBCLC.

Le qualifiche professionali riportate per l’autrice si riferiscono al contesto danese. IBCLC è una certificazione internazionale in allattamento: non sostituisce i requisiti di legge previsti per esercitare una professione sanitaria in Italia.

Prepararsi durante la gravidanza

Tra visite, preparazione al parto e impegni quotidiani può essere difficile pensare al periodo successivo. Può aiutare scegliere poche informazioni pratiche: come riconoscere i primi segnali di fame, che cosa osservare durante una poppata e chi contattare se compare dolore o il bambino sembra assumere poco latte.

Porta le tue domande all’ostetrica o al team che segue la gravidanza. Se hai avuto precedenti difficoltà, interventi al seno o assumi farmaci, parlarne prima del parto permette di preparare un sostegno adeguato. Verifica la formazione e il ruolo professionale di chi offre consulenza, evitando promesse di risultati garantiti.

La spremitura del colostro prima del parto non è necessaria per tutte le persone. Va valutata con il team maternità, che può indicare se sia appropriata, quando iniziare e come conservare quanto raccolto. Non riuscire a raccogliere colostro in gravidanza non dimostra che non potrai allattare.

Coinvolgere il partner o una persona di fiducia

Il sostegno pratico ed emotivo può aiutare, ma non permette di prevedere una percentuale individuale di successo o la durata dell’allattamento. Se non hai un partner, puoi coinvolgere un’amica, un familiare o un’altra persona scelta da te.

  • Partecipate insieme agli incontri di preparazione quando possibile.
  • Parlate di aspettative, dubbi e modalità con cui desiderate ricevere aiuto.
  • Dividete compiti come pasti, spesa, pulizie e cura degli altri figli.
  • Concordate se e quando ricevere visite, lasciando spazio al riposo e all’adattamento.
  • Tenete a portata di mano i contatti del punto nascita, dell’ostetrica e del pediatra.

I primi giorni dopo il parto

Quando le condizioni della madre e del neonato lo consentono, il contatto pelle a pelle e il sostegno alla prima poppata possono favorire l’avvio. Questi desideri possono essere condivisi nel piano del parto, mantenendo prioritarie le cure necessarie. Se occorre una separazione o l’allattamento non parte subito, il personale può aiutare a organizzare l’alimentazione del bambino e l’eventuale spremitura del latte.

Imparare ad allattare richiede pratica, ma non bisogna aspettare settimane quando il bambino assume poco latte o la madre ha molto dolore. Una valutazione tempestiva dell’attacco, della posizione e della deglutizione può individuare difficoltà correggibili e stabilire se serva altro supporto.

Come capire se il bambino assume latte

Durante una poppata efficace si possono osservare suzioni ritmiche e deglutizioni. Il numero di pannolini bagnati aumenta nei primi giorni; dal quinto giorno ci si aspetta generalmente almeno sei pannolini ben bagnati nelle 24 ore. Anche l’andamento del peso, valutato dai professionisti, è importante. Nessun singolo segnale sostituisce la valutazione complessiva.

Contatta rapidamente il pediatra o il servizio maternità se il bambino si alimenta poco, è molto sonnolento o difficile da svegliare per le poppate, bagna meno pannolini del previsto o non cresce adeguatamente. Se è poco reattivo, respira male o presenta altri segni di grave malessere, chiama il 112 o il 118. Non attendere che l’allattamento “si sistemi da solo”.

Dolore e altre difficoltà

Dolore persistente, ragadi, ingorgo o difficoltà di svuotamento meritano un aiuto competente. Febbre, una zona del seno arrossata e dolorosa o sintomi influenzali richiedono una valutazione, soprattutto se peggiorano o non migliorano. Non è necessario sopportare dolore intenso per continuare ad allattare.

Le difficoltà di suzione possono dipendere da diversi fattori. Un frenulo linguale restrittivo può avere rilievo in alcuni bambini, ma l’aspetto di un frenulo o la presenza di strutture orali normali non bastano a formulare una diagnosi. Occorre osservare la funzione e l’alimentazione; un eventuale intervento viene considerato solo nei casi appropriati, dopo una valutazione completa e il sostegno non chirurgico.

Se l’alimentazione richiede latte spremuto, formula o un percorso misto, il team può aiutare a costruire un piano sicuro. Il benessere del bambino e della persona che lo accudisce viene prima di un risultato prestabilito.

Fonti: NHS: segnali di un apporto di latte adeguato; American Academy of Pediatrics: frenulo linguale e allattamento; IBCLC: ambito della certificazione.